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QUAR20 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO XVI EDIZIONE MERCOLEDÌ 25 MARZO 2020

Il mistero dell’esistenza e il coraggio di chi si mette in cammino (seconda e ultima
parte)
L’evangelo sta proprio nell’annuncio confortante che
il pianto del veggente trova consolazione, perché viene proclamato che qualcuno
abbastanza potente da aprire i sigilli e svelare il senso della vita c’è! Non è
un angelo potente, un condottiero invincibile o la persona più saggia del
mondo. È vero, viene introdotto come il leone di Giuda, la radice di Davide,
cioè il maggiore tra i re d’Israele. Ma quando questo qualcuno appare
veramente, si vede soltanto un agnello sgozzato, come se fosse immolato, quindi
come fatto a pezzi e coperto di sangue, espressione massima di debolezza.
Un’immagine che può farci una certa impressione, oggi che non siamo più
abituati alle religioni sacrificali; ma per una persona dell’antichità quel
corpo morto sull’altare rappresentava un prezzo pagato, la fine di una frattura
nel rapporto con Dio e l’inizio di una nuova relazione costruita su basi
rinnovate. Quella vittima portava su di sé tutto il peccato commesso e lo
riparava.Con questo linguaggio arcaico l’Apocalisse ci dice
che, inspiegabilmente, anzi, sorprendentemente, il prezzo del peccato è stato
pagato: il Male, che teneva prigioniera la vita e sigillava il rotolo che ne
celava il mistero, è stato finalmente aperto da un essere apparentemente
indifeso e insignificante. Ora, grazie all’agnello sgozzato, sappiamo che il
senso della vita sta prima di tutto nella riconciliazione con il nostro Dio,
quello che ha dato il suo Figlio, affinché chiunque crede possa vivere. E
sappiamo che la vita è aperta al futuro e alla speranza, e che siamo chiamati a
viverla nella dimensione dell’amore che Lui ci ha insegnato proprio per mezzo
di chi quell’agnello rappresenta: Gesù di Nazareth. In un mondo pieno di domande, noi possiamo scegliere
se far finta che il rotolo sia ancora chiuso, oppure accettare che sia stato
aperto e srotolato davanti ai nostri occhi. Preferiamo credere che la nostra
vita sia un vuoto vivere senza un significato ultimo, in un universo governato
dalla legge del più forte? No, come credente non posso accettare questo stato
di cose, per questo sono cristiano. Per cui accolgo con coraggio e con gioia la
buona notizia della vittoria dell’agnello sul Male, che non avrà più l’ultima
parola: tutto ciò che sono, che sono stato e che sarò non si perderà nel nulla
e ha un suo senso in Dio. Il mondo ha finalmente una prospettiva di giustizia.
L’Apocalisse di Giovanni afferma senza mezzi termini che il Male è stato vinto
da Cristo. Dio sta dalla parte degli ultimi e ispira chi contribuisce alla
costruzione di un mondo più giusto, anche a prezzo di sofferenze personali.
Tutto questo sta scritto nel rotolo che l’agnello ha aperto con il suo
sacrificio. La Pasqua sarà la piena manifestazione di questa vittoria: la vita
non è più un mistero ma è una via illuminata dal Suo amore.
Eric Noffke, Pastore, Chiesa Metodista di Roma