QUARESIMA in evidenza

QUAR20 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO XVI EDIZIONE LUNEDÌ 23 MARZO 2020

La trasfigurazione della croce 
Nella televisione americana l’Italia appare in questo
momento come un sogno felliniano, un cimitero notturno. Mi sembra di capire che
molti Italiani si ribellano, come è comprensibile, a questo deserto forzato, ma
la chiusura di qualunque luogo di riunione rende la ribellione una imprecazione
sterile: l’unica scelta che resta loro è celebrare la quaresima o maledirla.Pochi giorni prima della trasfigurazione, Gesù aveva
proclamato: “chi vuole essere mio seguace prenda la sua croce e mi segua.” A
prima vista sembra che voglia dire ai suoi seguaci: “tutto quello che vi posso
offrire è la croce: smettetela con i vostri piagnistei” come Churchill aveva detto
ai britannici “vi posso offrire solo lacrime, fame e sangue.”  La quaresima forzata dell’Italia, come del
resto tutte le storie di Gesù, rivelano un messaggio molto differente” “la
croce è inevitabile, come lo è la quarantena dell’Italia. Se mi seguite, io
posso trasformare la vostra sofferenza in gioia, posso trasfigurare la croce.La croce è inevitabile e le persone senza fede hanno
cercato molti modi di sopportarla. Pensiamo alla solidarietà universale dei
sofferenti predicata da Leopardi e esercitata dal Dr. Rieux ne La Peste
di Camus, pensiamo alla tossicodipendenza che cerca di rimandare l’incontro con
la croce, o alla creazione di ideali effimeri per cui morire, come il
patriottismo o la scienza, o ancora al buon senso borghese che ha trasformato la
croce in un groviglio di vipere (Mauriac) che avvelena la vita famigliare e
sociale; pensiamo soprattutto all’oblio delle crocifissioni che avvengono ogni
giorno sotto i nostri occhi, se solo sapessimo tenerli aperti quando le
immagini dei profughi affollano lo schermo.Gesù ha inteso dire: “io non posso eliminare la
croce, ma posso renderla uno strumento di redenzione con cui vi faccio
partecipe della sofferenza di Dio e della sua gioia.” “In noi di cari
inganni/non che la speme il desiderio è spento
” proclamava Leopardi disperato. Gesù invece ci ha invitato a depositare la nostra sofferenza nel regno di Dio, una banca che offre, senza interessi, prestiti di sofferenza per ammortizzare la sofferenza altrui. L’incasso è la gioia di partecipare alla creazione, un processo sofferto prima di tutto da DioNegli anni del collegio universitario Joanneum, ricordo queste due frasi di conversazioni notturne intorno a sigarette e vino: “L’umanità ha sofferto troppo per cercare Dio” e “Io credo che la fede sia gioia.” Queste due visioni opposte si conciliano nel messaggio di Gesù: trasformate la vostra sofferenza nella gioia di essere protagonisti della creazione.Lodovico Balducci