QUARESIMA in evidenza

QUAR20 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO XVI EDIZIONE MARTEDÌ 17 MARZO 2020

Quaresima: tempo di Conversione più che di Penitenza.
 Giustamente, con la riforma liturgica, l’espressione “memento quia pulvis es et in pulverem reverteris” è stata sostituita con il più evangelico richiamo “Convertitevi e credete al vangelo”!Il richiamo o, meglio, l’invito alla Penitenza non figura mai nella Bibbia. E questa sua assenza dice molto sulla versione “penitenziale” del messaggio evangelico ad opera di una religiosità e di una conseguente spiritualità divenute di casa nella Chiesa.Il termine stesso, “Penitenza”, figura appena due volte, negli atti degli Apostoli, e sempre in riferimento al Battesimo di Giovanni…A ben pensarci, la semplice idea di un Dio che per perdonare il peccato del mondo ha bisogno del sangue e vuole che la riparazione avvenga tramite l’uccisione del Figlio è del tutto ripugnante, oltre che blasfema.Coloro che hanno elaborato questa teologia della morte di Gesù sono stati uomini nati e educati nella tradizione di Israele. Uomini quindi che avevano ben assimilato la teologia presentata dall’antico testamento sul sacrificio nella figura dell’agnello espiatorio. Paolo, basandosi su tradizioni religiose assai antiche accettate da Israele, applica alla morte di Gesù la teologia del sacrificio che interpreta la morte della vittima come “morte espiatoria” e la mette in relazione con il “perdono dei peccati” (Cfr. José Maria Castillo, L’umanizzazione di Dio, p. 368).«Anche dopo la Pasqua, in un filone del cristianesimo rimasto prigioniero della situazione antica, continuarono a esprimersi un pessimismo, una coscienza ferita, una lettura dolorifica della fede che percorsero tutta la storia della spiritualità cristiana e sono tuttora presenti», denuncia Raniero La Valle (Se questo è un Dio; p. 281) e aggiunge: «Il sacrificio non salva, aggiunge violenza a violenza e dunque non è un calmiere della violenza, come si pretende che sia, ne è il moltiplicatore, non procura il bene attraverso l’erogazione del male» (Lettere in bottiglia, p. 30).«Con la cristianità medievale l’antico codice genetico culturale, anziché essere scardinato dalla parola del vangelo, si è rafforzato, trovando il suo criterio di sintesi nella logica e nella teologia del sacrificio, giunta sino a noi ancora oggi come se fosse il nucleo della verità cristiana». (Roberto Mancini, Utopia, pp. 35-36)Benvenuta, dunque, la Quaresima, tempo di conversione dal dio sadico e vampiro al Dio della Gioia e della Vita! Il Dio che invita non alla rinuncia ma al Dono, che è ben altra cosa: “Ilarem datorem diligit Deus”! Aldo AntonelliParroco in pensione, Coordinatore di Libera per la Provincia de L’Aquila.