Quaresima 2017


QUAR17 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO

XIII EDIZIONE

MARTEDÌ 11 APRILE 2017

 

 

Riflessioni sulla morte e la nonviolenza

“Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare …” scrisse San Francesco d’Assisi in volgare umbro del XIII secolo. Il Cantico delle creature è considerata la prima opera letteraria in italiano volgare, ma la bella espressione morte corporale non è diventata di uso comune, anzi non è quasi mai usata, benché specificando il corpo si chiarisce che l’anima non muore mai se priva di peccato, il che costituisce un grande insegnamento cristiano. Purtroppo i parenti del defunto si riferiscono troppo spesso al cadavere come se fosse la persona da loro conosciuta, un concetto primitivo che incoraggia una visione negativa della morte, dove tutta la persona muore.

Ho trascorso il mese di marzo a riflettere sulla morte delle persone e della natura. Ero infatti guest professor presso l’Università delle Hawai’i e ho lavorato con i colleghi del Centre for Global Nonkilling e con il Prof. Leslie Sponsel, antropologo ed esperto di natura umana ed Ecologia Spirituale. In parallelo mia moglie Silvana ha fatto ricerca su un metodo hawaiano di risoluzione dei conflitti chiamato Ho’Ponopono. Tutto questo è rientrato molto bene nell’ambito della visione nonviolenta di San Francesco: vivere in armonia con la natura e non opprimere, ferire o uccidere esseri umani, anzi amarli tutti come ha insegnato Gesù. Due eventi molto recenti hanno reso attuali queste idee: l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e la nuova proposta di alcuni antropologi che si sono riuniti nel 2015 per definire la natura nonviolenta di Homo sapiens secondo criteri scientifici basati sulla nostra evoluzione bio-culturale (non solo biologica). Vedi un riassunto e referenze nel sito www.pierogiorgi.org , selezionando dal menu “Detailed Academic CV – Peace Studies”, ultimo testo.

In breve, la nostra specie Homo sapiens (non le forme pre-umane che lo hanno preceduto) è emersa circa 150.000 anni fa in Africa Orientale, si è distribuita in tutti i cinque continenti e negli ultimi 50,000 anni ha lasciato prove scientifiche (dall’arte rupestre, dalla paleoarcheologia e dalle poche culture cacciatrici-raccoglitrici contemporanee rimaste) di una vita di caccia e raccolta nomade basata su piccole comunità caratterizzate da empatia, solidarietà, cooperazione, soluzioni nonviolente dei conflitti d’interesse e spiritualità (non religione). Ma 10,000 anni fa la produzione del cibo è stata inventata indipendentemente tre volte sulla Terra ed è stata seguita ovunque dalla comparsa di insediamenti umani troppo grandi, dalla stratificazione sociale, dalla violenza strutturale, dai sistemi di potere, poi dalla violenza diretta e poi dalla guerra. Gli storici hanno chiamato tutto questo “civiltà” (qui J. J. Rousseau non c’entra). Stiamo ancora vivendo questa tragedia umana senza segnali di miglioramento. La violenza uomo-contro-uomo e uomo-contro-natura ha raggiunto livelli talmente alti che l’eventualità di una vicina estinzione sta diventando possibile. Ma la violenza (contro membri della nostra stessa specie) è stata inventata da noi recentemente (from 6-7.000 years ago) e si è trasmessa culturalmente, quindi si potrebbe invertire culturalmente capendo chi siamo, studiando i meccanismi passati d’instaurazione della violenza e seguendo gli insegnamenti di personaggi illuminati del passato. Esempi di questi insegnamenti ispirati da Dio dopo la comparsa della violenza sono quelli del Buddha, in parte di Laozi (Taoismo), soprattutto di Gesù di Nazareth, in parte del Guru Nanak (Sickismo), di Baha’ullah (Fede Baha’i) ed altri.

Opprimere, ferire e uccidere in gran numero membri della nostra stessa specie è un comportamento non solo immorale, ma anche contrario al principio biologico della sopravvivenza della specie. Chiediamoci chi possa avere interesse che questa strana pratica sia, erroneamente, considerata parte della nostra natura e possa continuare nel futuro.

Piero P. Giorgi, PhD, biologo, Gargnano (BS)