Le Riflessioni della Domenica


LE RIFLESSIONI DELLA DOMENICA

23 AGOSTO 2017

 

Nei giorni scorsi, una nostra lettrice argentina, nonché amica di vecchia data, ci ha scritto chiedendoci di occuparci di ciò che sta avvenendo in Venezuela. Perché è vero, le vittime del potere non sono solo quelle che attraversano il Mediterraneo ma sono ovunque il potere si esercita senza alcun interesse per la vita delle persone.

 

 

Cari Amici e Amiche,

Nelle settimane passate ci siamo occupati di dare risalto alla sofferenza delle persone vicino a noi e che rappresentano la voce di Gesù sulla terra, come Gesù stesso ci ha ricordato più volte, soprattutto nel sermone della montagna. Come Papa Francesco insiste a dire, dobbiamo vedere Cristo negli emigranti che cercano di raggiungere l’Europa o gli Stati Uniti con viaggi perigliosi in cui molti di loro, se non la maggioranza perdono la vita. Abbiamo ribadito con entusiasmo che quando li ignoriamo, ignoriamo Cristo stesso che chiede il nostro aiuto, ci rifiutiamo di dare quella ciotola d’acqua che ci può conquistare l’appartenenza al regno di Dio, e soprattutto che può rappresentare il prezzo della nostra redenzione e quella dei nostri cari. Nelle stesse righe abbiamo ribadito la nostra critica dei moderni dottori della legge che usano il cristianesimo per mantenere la schiavitù di altri esseri umani, come i cristiani conservatori e fondamentalisti americani, o che hanno fondato una religione parallela in cui la divinità è il potere del denaro, della scienza, della tecnologia, della cultura, del sesso e chi più ne ha più ne metta.

Oggi vogliamo ricordare che esistono altri poveri, altre figure di Cristo che patiscono in nome della loro fede e che pure sono vittime di quel potere che è alla base del peccato originale, col quale l’essere umano cerca di impadronirsi della creazione e sottrarla al disegno di Dio. Ci riferiamo ai cristiani perseguitati nei Paesi musulmani e nei Paesi in cui dittature di un marxismo malinteso hanno identificato il cristianesimo come il nemico del popolo. Vogliamo soffermarci in particolare sulla situazione del Venezuela, dove un sommo sacerdote, circondato dai suoi “dottori della legge”, dai suoi sacerdoti di Bal (quelli che Elia ha ucciso sul monte Tabor e che sostenevano l’infame Gezabel), priva milioni di persone dei servizi più necessari, come il trattamento di comuni malattie. In Venezuela bambini e adulti muoiono per un attacco di asma, se le madri o i parenti non riescono a raggiungere in tempo, a piedi, la Colombia (o altri Paesi limitrofi) per comperare le medicine necessarie a trattare questa malattia e a trovare i soldi per pagarle. Altri muoiono di fame, perché i negozi sono vuoti e l’inflazione è al 700%. Infine, sacerdoti cattolici e suore sono perseguitati come “nemici del popolo” e costretti a nascondersi e a nascondere il loro messaggio di speranza a una popolazione già così provata.

Avendo vissuto tutta la vita nel mondo occidentale e capitalista, abbiamo potuto constatare di persona la crudeltà del capitalismo, ma non vogliamo né dobbiamo dimenticare che questa crudeltà è tipica di ogni forma di potere esercitato per sopprimere gli altri invece di servirli, come Cristo. In realtà il messaggio cristiano è molto semplice: siamo qui per servire gli uni gli altri secondo il disegno di Dio e questo disegno è che ognuno di noi accetti di migliorare il mondo, pagando i debiti lasciati in sospeso da altri e da noi stessi. Il potere in tutte le sue forme è l’incarnazione del male come ha ricordato in tutta la sua opera Pier Paolo Pasolini, che preferiva Don Milani a Papa Giovanni (che pure amava) perché’ Milani aveva rifiutato ogni forma di potere. Infatti nel suo libro “Esperienze pastorali” Milani aveva denunciato senza esitazione le rivoluzioni proletarie. Diceva a Pipetta, uno dei suoi amici lavoratori: “ti posso aiutare ad assalire la reggia del ricco e a buttarne giù i cancelli, ma quando ti ci sarai insediato, tornerò nella mia casupola e pregherò per te perché’ non diventi tu stesso un altro ricco.” Questo è quanto è successo a Maduro, ai Castro, a Stalin e a tutti i dittatori di sinistra come di destra, e anche al popolo quando diventa una massa infuriata, assetata di potere. Pasolini ha ripreso Ibsen quando ha affermato: “la maggioranza delle persone ha sempre torto!”

Nessun uomo è un’isola…non mandare a chiedere per chi suona la campana a morto: essa suona per te!

 

Lodovico Balducci

Giovanni de Gaetano

Marialaura Bonaccio

Michele Tartaglia