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Ricerca&Salute

Dai risultati del progetto Moli-sani arrivano i dati delle due presentazioni esposte al congresso della Società Europea di Cardiologia

Quest’anno nella capitale italiana  si è svolto  il congresso   dell’autorevole Società Europea di Cardiologia ESC. Dal 27 al 31 Agosto a Roma tra le presentazioni ce ne sono state due del gruppo di ricerca del Progetto Moli-sani.

I lavori scientifici dei ricercatori  molisani hanno avuto grande risonanza sulla stampa italiana ed estera.

si legge su Repubblica.it  del 30.8.2016
“La dieta salva-cuore. Il cuore si tutela anche a tavola, ovviamente. Le verdure influiscono positivamente per il 26%, il pesce fornisce un beneficio del 23%, frutta e noci contribuiscono per il 13,4% e un elevato apporto di acidi grassi monoinsaturi e saturi per il 12,9%. Sono alcuni dei dati emersi dal mega-trial ‘Moli-sani’ condotto dai ricercatori dell’Ircss Neuromed di Pozzilliche per la prima volta hanno indagato il ruolo della dieta mediterranea nei pazienti con patologie cardiovascolari conclamate. Purtroppo, gli anziani spesso si nutrono poco e male: secondo alcune stime della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo, sarebbero circa il 50% gli anziani over 65 che non si alimentano correttamente e la malnutrizione può essere pericolosa quanto l’obesità: complicazioni e infezioni aumentano di tre volte. Si registra spesso uno scarso apporto di proteine per problemi di masticazione ed economici, gli stessi che fanno limitare l’apporto di frutta e verdura. Un recente studio Usa condotto alla Tuft University presentato al congresso dell’American Heart Association ha suggerito che l’abbassamento dei prezzi di alcuni alimenti potrebbe salvare milioni di vite. Gli esperti hanno calcolato che anche solo una diminuzione del 10% del prezzo dei vegetali freschi ridurrebbe le morti per malattie cardiovascolari dell’1,2% in 5 anni e del 2% nei successivi cinque, con una diminuzione del 2,6% del numero di infarti. In numeri assoluti si tratta di evitare 515mila morti per malattie cardiache.

Il ruolo della vitamina D. Bassi livelli circolanti di vitamina D possono essere associati a un rischio aumentato di malattie cardiovascolari, fatali e non. Eppure si sa ancora poco circa il collegamento tra i livelli di quello che è considerato un vero e proprio ormone e l’insufficienza cardiaca, cioè la condizione in cui il cuore non è in grado di pompare quantità di sangue sufficienti per far fronte alle necessità dell’organismo. I ricercatori del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’Ircss Neuromed di Pozzilli hanno cercato di indagare questa associazione in 18.797 soggetti adulti sani di età superiore a 35 anni nell’ambito dello studio epidemiologico Moli-Sani. Dallo studio è emerso che gli individui con un livello di vitamina D inferiore a 10ng/mL mostravano un aumento del rischio di scompenso cardiaco di 1,59 volte rispetto a quelli con livelli normali.”

Comunicato Stampa- LA PASTA non fa ingrassare – Ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition and Diabetes

2014-04-15 13.21.04

La pasta non fa ingrassare, anzi
Una ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli mostra come, contrariamente a quanto molti credono, il consumo di pasta non contribuisce all’obesità, ma è invece associato con una diminuzione dell’indice di massa corporea
Negli ultimi anni la pasta si è ritrovata addosso una cattiva reputazione: farebbe ingrassare. Cosa che ha spinto molte persone a decidere di limitare il suo consumo, spesso nel quadro di una di quelle aggressive diete “fai da te”. Ora una ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli rende giustizia a questo fondamentale elemento della Dieta mediterranea, mostrando come il consumo di pasta sia in realtà associato a una riduzione dell’obesità, considerando sia quella generale che quella specificamente addominale.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition and Diabetes, ha preso in esame oltre 23.000 persone inserite in due grandi studi: Moli-sani e INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey), condotti dallo stesso Dipartimento. “Analizzando i dati antropometrici dei partecipanti e le loro abitudini alimentari – spiega George Pounis, primo autore del lavoro – abbiamo visto che il consumo di pasta, diversamente da quello che molti pensano, non si associa a un aumento del peso corporeo. Al contrario: i nostri dati mostrano che mangiare pasta si traduce in un più salutare indice di massa corporea, una minore circonferenza addominale e un miglior rapporto vita-fianchi”.
Dai numerosi studi già condotti, la Dieta Mediterranea emerge chiaramente per i suoi effetti benefici sulla salute, compreso il controllo del peso. Molto poco, invece, si sapeva del ruolo specifico di un componente basilare come la pasta. I dati dello studio Neuromed, ora, vanno a colmare questa lacuna, confermando alcune osservazioni recentemente condotte negli Stati Uniti e in Grecia.
“La pasta – dice Licia Iacoviello, Capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale del Neuromed – è spesso considerata un fattore da limitare quando si segue una dieta per perdere peso. C’è chi la elimina completamente dai suoi pasti. Alla luce di questa ricerca, possiamo dire che non è un atteggiamento corretto. Stiamo parlando di un componente fondamentale della tradizione mediterranea italiana, e non c’è ragione per farne a meno. Il messaggio che emerge da questo studio, come da altri lavori scientifici già emersi nell’ambito dei progetti Moli-sani e INHES, è che seguire la Dieta Mediterranea, nella moderazione dei consumi e nella varietà di tutti i suoi elementi, la pasta in primis, rappresenta un vantaggio per la salute”.
http://www.nature.com/nutd/journal/v6/n7/full/nutd201620a.html

Lo studio è stato parzialmente supportato da Barilla S.p.a.
Il Progetto Moli-sani
Partito nel marzo 2005, ha coinvolto circa 25.000 cittadini, residenti in Molise, per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Lo studio Moli-sani, oggi basato nell’IRCCS Neuromed, ha trasformato un’intera Regione italiana in un grande laboratorio scientifico.
Il Progetto INHES
Il Progetto INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey) è un programma di ricerca pensato per acquisire informazioni sulle abitudini alimentari, sui fattori che influenzano la scelta dei cibi e sulla consapevolezza relativa al rapporto tra alimentazione e salute nella popolazione italiana. Attraverso interviste telefoniche, sono stati raccolti dati nutrizionali e sulla salute di 9,319 cittadini di tutte le regioni italiane.

Incontro su Dieta Mediterranea e Salute nella scuola Giovanni XXIII di ISERNIA

Dieta Mediterranea e Salute è stato il tema dell’incontro con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Statale ” Giovanni XXIII” di Isernia. Una speciale occasione in cui l’associazione Cuore Sano ha dato il suo contributo nella divulgare i risultati scientifici sui i corretti stili di vita nella realtà scolastica del territorio.

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UNA VITA PER LA CULTURA

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SCIENZA E CULTURA CLASSICA
Il professor Giovanni de Gaetano riceve il riconoscimento
“Una vita per la Cultura”

Il professor Giovanni de Gaetano, responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed ha ricevuto oggi a Campobasso la targa d’argento “Una vita per la Cultura”. Il riconoscimento è stato consegnato al ricercatore dalla sezione Molise dell’Istituto Italiano dei Castelli, in occasione dell’inaugurazione dell’anno sociale 2016.
La cerimonia si è tenuta stamane presso la sede del Comitato regionale CONI, in Via Carducci.
Nel corso della giornata il professor de Gaetano ha tenuto una rivisitazione del canto di Pier delle Vigne dell’Inferno di Dante dal titolo “Dante e Virgilio incontrano Pier delle Vigne, una metafora della ricerca clinica”.

“Sono grato all’Istituto Italiano dei Castelli sezione Molise per questo riconoscimento. – ha commentato il professor Giovanni de Gaetano – Ringrazio la professoressa Onorina Perrella per avermi invitato a tenere una lettura su uno dei canti più belli della Divina Commedia e per l’attenzione posta non solo al mio lavoro, ma anche ai miei collaboratori e alla ricerca che si svolge presso l’IRCCS Neuromed.
La cultura è una. Non esiste, infatti, separazione tra la cultura classica e la cultura scientifica; esse sono compenetrate così come ho provato ad illustrare parafrasando Dante. A mio avviso bisognerebbe insistere su questa unitarietà del sapere che arricchisce entrambi gli aspetti della conoscenza.”