Via Milano, 21 – 86100 Campobasso

Archive for Mese: febbraio 2018

Quaresima 2018

QUAR18 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO

XIV EDIZIONE

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2018

 

La solitudine e il nostro tormentato rapporto con il trascendente

Il governo inglese ha nominato recentemente un «ministro della solitudine».

Un numero importante di studi epidemiologici ha determinato che la solitudine può essere tanto mortifera quanto il fumo di un pacchetto di sigarette al giorno per quarant’anni. Come ci si può aspettare, la definizione di solitudine è controversa, ma sembra incontrovertibile che una forma di alienazione sociale persistente può essere invalidante e letale. Altri Paesi, soprattutto nel nord Europa, pensano di seguire il modello britannico.

Come medico, sono certamente interessato a qualunque intervento destinato a migliorare la salute pubblica, ma durante la Quaresima non posso fare a meno di pensare alla solitudine che Gesù ha cercato nel deserto. Gesù ha cercato la solitudine perché sapeva che l’avrebbe riempita della presenza di Dio ed è lecito domandarci se c’è nessun altro modo di riempire la solitudine. Nessun altro modo che non sia tossicodipendenza e distrazione. Mi preoccupa l’elezione di un ministro della solitudine perché implica che il problema dell’alienazione umana possa essere risolto con un rimedio secolare, perché a priori il ministero della solitudine esclude la possibilità del trascendente. Nessuno di noi penserebbe seriamente a diagnosticare una malattia cardiaca senza un elettrocardiogramma, o un cancro senza una biopsia. Perché ci ostiniamo a evitare di esplorare il trascendente come risposta all’insoddisfazione umana?

Lodovico Balducci

Quaresima 2018

QUAR18 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO

XIV EDIZIONE

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2018

 

L’odio e la guerra dei poveri contro i più poveri

Nel clima della QUAR18 che intende favorire il confronto tra persone con differente orientamento religioso, politico o culturale, ma tutte orientate al rispetto dell’uomo, è preoccupante segnalare un dato proveniente dal mondo laico, ma che bene si inserisce, per contrasto, nell’atmosfera di misericordia e comunione caratteristici della preparazione alla Pasqua.

Cresce infatti ogni giorno di più la violenza verbale che caratterizza la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento italiano e dei governi regionali del Lazio e della Lombardia.

Sono già più di 500 le frasi contenenti odio segnalate da Amnesty International Italia nel suo rapporto del 22 febbraio e raccolte nel cosiddetto “Barometro dell’odio”.

Il barometro dell’odio misura in che modo (offensivo, grave o molto grave) e contro di chi

(i bersagli, le vittime) si sviluppano discorsi d’odio: un tipo di discorso pubblico, che incita o cerca di incitare al pregiudizio, all’odio, alla paura, alle discriminazioni o persino alla violenza contro una persona o gruppo di persone sulla base dell’appartenenza, vera o presunta, ad un gruppo sociale, all’identificazione basata sull’etnia, la religione, la lingua, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o particolari condizioni fisiche o psichiche.

Il “barometro” raccoglie e aggiorna quotidianamente le dichiarazioni rivolte contro migranti, rifugiati, immigrati e rom categorizzate sulla base della gravità. L’odio religioso si combina spesso con quello contro i migranti, ma ha anche una sua consistenza autonoma e si nutre di stereotipi negativi e pregiudizi. Frasi di disprezzo, degradazione e spersonalizzazione sono state anche registrate nei confronti delle donne e delle persone omosessuali e transessuali. Le singole dichiarazioni raccolte saranno rese pubbliche in un rapporto finale di Amnesty International Italia.

Oggi la fabbrica della paura che produce odio ha fatto breccia in modo evidente anche in Italia. Il discorso politico si nutre della narrativa dell’invasione, della retorica del “noi contro loro”, rinforzando gli schemi dell’intolleranza e della discriminazione verso gruppi vulnerabili resi bersaglio. Il linguaggio di odio, con il suo corredo di fake news, è moneta corrente sui mezzi di comunicazione e rischia di creare una società sempre più divisa, favorendo gravi passi indietro nei confronti dei diritti umani. Il dato italiano sembra confermare l’escalation dei discorsi di odio e delle politiche divisive in tutto il mondo.

Forse questa è davvero la peggiore campagna elettorale di questo Paese, non solo perché fondata su promesse inverosimili, ma soprattutto perché è intrisa di astio in maniera trasversale.

C’è una logica perversa nei discorsi dei candidati, orientata a mettere i poveri contro i più poveri, quando l’unica vera battaglia giusta sarebbe quella dei poveri contro il capitale finanziario, il vero responsabile di una società in cui le parole morale, giustizia e vergogna sono irrimediabilmente svuotate di senso.

Giovanni de Gaetano e Marialaura Bonaccio
La diffusione di QUAR18 è curata dall’Associazione Cuore Sano ONLUS di Campobasso, che da anni sostiene le attività di ricerca e la diffusione scientifica dello studio “Moli-sani”. Gli Autori si assumono la piena responsabilità dei loro testi inseriti nella QUAR18.

Mail priva di virus. www.avg.com

Quaresima 2018

QUAR18 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO

XIV EDIZIONE

LUNEDÌ 26 FEBBRAIO 2018

 

Mio fratello che guardi il mondo

Mio fratello che guardi il mondo

e il mondo non somiglia a te

mio fratello che guardi il cielo

e il cielo non ti guarda.

 

Se c’è una strada sotto il mare

prima o poi ci troverà

se non c’è strada dentro al cuore degli altri

prima o poi si traccerà.

 

Sono nato e ho lavorato in ogni paese

e ho difeso con fatica la mia dignità

Sono nato e sono morto in ogni paese

e ho camminato in ogni strada del mondo che vedi.

 

Mio fratello che guardi il mondo

e il mondo non somiglia a te

mio fratello che guardi il cielo

e il cielo non ti guarda.

 

Se c’è una strada sotto il mare

prima o poi ci troverà

se non c’è strada dentro al cuore degli altri

prima o poi si traccerà.

 

Testo di Ivano Fossati segnalato daMaria Luisa Farina, Casatenovo Brianza (Lecco).

L’interpretazione di Fiorella Mannoiae Claudio Baglioni al Festival di Sanremo 2018

https://www.youtube.com/watch?v=bzNtlVQufko

 
La diffusione di QUAR18 è curata dall’Associazione Cuore Sano ONLUS di Campobasso, che da anni sostiene le attività di ricerca e la diffusione scientifica dello studio “Moli-sani”. Gli Autori si assumono la piena responsabilità dei loro testi inseriti nella QUAR18.

Mail priva di virus. www.avg.com

Quaresima 2018

QUAR18 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO

XIV EDIZIONE

VENERDÌ 23 FEBBRAIO 2018

II domenica di Quaresima

 

Questi è il figlio mio: l’amato. Ascoltatelo (Mc 9,2-10).

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.7Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

 

Il racconto della trasfigurazione è collocato nel vangelo dopo il riconoscimento di Gesù come messia da parte di Pietro e allo stesso tempo dopo la sua incapacità di accettare la via della croce. Gesù ha chiesto ai discepoli di prendere ciascuno la propria croce e di seguirlo. Qui abbiamo una conferma da parte di Dio stesso che chiede ai discepoli di ascoltare Gesù, cioè di obbedire alle sue richieste e di accogliere il suo modo paradossale di essere messia che accetta la croce come proprio destino. I discepoli, inoltre, hanno uno strumento per entrare in questo mistero altrimenti incomprensibile: confrontarsi con la Parola stessa di Dio. Mosè ed Elia che parlano con Gesù sono la rappresentazione visiva del modo in cui Gesù affronta la sua missione: non parte da scelte istintive o da sollecitazioni esterne, come ad esempio il successo o meno della sua predicazione. Gesù è entrato in intima comunione con la Parola che risuona nel suo cuore e che gli dà la luce per la direzione da prendere. Sa bene dalla Scrittura qual è la condizione di chi deve liberare il popolo: incomprensione, persecuzione e morte. E sa anche, confrontandosi con gli inviati di Dio di cui parla la Scrittura, che l’unica salvezza viene da Dio, al di là di ogni umana possibilità. Mosè e ed Elia narrano con le loro vicende a Gesù che non ha senso proteggersi dal male che ci combatte se vogliamo essere di aiuto a qualcuno ma è necessario accettare il rischio, con la certezza che Dio risponde, anche se in modo misterioso e imprevedibile, persino oltre la morte.

Michele Tartaglia
La diffusione di QUAR18 è curata dall’Associazione Cuore Sano ONLUS di Campobasso, che da anni sostiene le attività di ricerca e la diffusione scientifica dello studio “Moli-sani”. Gli Autori si assumono la piena responsabilità dei loro testi inseriti nella QUAR18.