Che cos’è l’Associazione Cuore Sano ONLUS

Che cos’è l’Associazione Cuore Sano ONLUS

L’Associazione Cuore Sano, è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (O.N.L.U.S.), costituita nel marzo 2004 e registrata il 29-03-04 presso l’Agenzia delle Entrate di Campobasso con Codice Fiscale 92049530709

Da Statuto, “l’associazione intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

Scopo dell’associazione è lo svolgimento di attività di particolare interesse sociale a sostegno del Progetto Moli-Sani, della relativa bio-banca di campioni biologici e di tutte le attività di ricerca, formazione e comunicazione scientifica correlate al progetto stesso, indipendentemente dalla sede o istituzione presso cui esse si svolgano.”

Il Presidente dell’Associazione è attualmente il Dr. Vincenzo Centritto e presso il suo studio (via Milano, 21 – 86100 Campobasso) ha sede, pro tempore, l’Associazione. L’Associazione è iscritta nel Registro Regionale delle associazioni di volontariato della regione Molise, alla sezione SOCIALE, dal 14-5-2008 (N. 54) ed è un soggetto beneficiario “5 PER MILLE DELL’IRPEF”, a sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative.

Che cosa fa l’Associazione per la ricerca, la formazione e la comunicazione scientifica?

  • Dà sostegno economico alla ricerca, formazione e partecipazione a congressi di giovani ricercatori che lavorano nell’ambito del progetto Moli-sani.
  • Pubblica su riviste scientifiche i risultati ottenuti dalle ricerche derivate dal Progetto Moli-sani.

Che cosa fa l’Associazione per la comunicazione scientifica?

  • Informa la popolazione generale, gli studenti, le associazioni culturali, i centri sociali, etc sui principali risultati delle ricerche, di particolare valore per la salute pubblica e la prevenzione delle malattie, tramite conferenze, incontri nelle scuole, newsletter e il sito Moli-sani
  • Invia ogni anno il calendario Moli-sani a tutti i partecipanti allo studio Moli-sani, la “famiglia Moli-sani”, per mantenere con loro un contatto e un aggiornamento attivo e privilegiato.
  • Riflessioni quaresima e settimanali
Il caffè in “moderazione”: per gli Italiani un piacere tradizionale e una valida protezione.

Tra le bevande più antiche al mondo, sicuramente la più consumata tra le non-alcoliche, protagonista di molte leggende e canzoni popolari, il caffè pare non sia più considerato solo un piacere per il palato e la convivialità, ma anche un beneficio per il nostro stato di salute. La fotografia del consumo di questa bevanda in un contesto Mediterraneo, è stata ottenuta tramite i dati raccolti dal Progetto Moli-sani ricavati da un’accurata analisi delle abitudini alimentari dei partecipanti al progetto ed è stata recentemente pubblicata sulla rivista The Journal of Nutrition (1). Quotidianamente, i soggetti partecipanti allo studio, consumano in media circa tre tazze di caffè al giorno. Poco più di queste quantità (tra le 3 e le 4 tazzine al giorno), possono avere un ruolo riduttivo sulla mortalità totale e su quella dovuta a cause cardiovascolari, diminuendone il rischio del 28% e del 42%, rispettivamente. Un aspetto interessante della ricerca Moli-sani è che dal punto di vista della salute, non assumere caffè equivale ad assumerne troppo; ciò significa che la relazione non è lineare, ma solo l’assunzione moderata di questa bevanda è associata a un reale beneficio. Inoltre uno dei meccanismi che può, almeno in parte, mediare l’assunzione di caffè con la riduzione del rischio di morte, nei soggetti sani, è il peptide natriuretico di tipo B (utile per la diagnosi di scompenso cardiaco).  Questo studio suggerisce che il caffè, come viene preparato e consumato in Italia, nel contesto di un sano stile di vita, può apportare notevoli benefici alla nostra salute. Resta quindi la domanda: perché non inserirlo tra gli alimenti dello score di aderenza alla Dieta mediterranea? 1)  Ruggiero E, Di Castelnuovo A, Costanzo S, Persichillo M, De Curtis A, Cerletti C, Donati MB, de Gaetano G, Iacoviello L, Bonaccio M; Moli-sani Study Investigators. Daily Coffee Drinking Is Associated with Lower Risks of Cardiovascular and Total Mortality in a General Italian Population: Results from the Moli-sani Study. J Nutr. 2020 Dec 31:nxaa365. doi: 10.1093/jn/nxaa365.

Quaresima 2021

COME CARBONI ARDENTI DI DESIDERIO QUAR21 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO XVII EDIZIONE VENERDÌ 2 APRILE 2021 Vide e credette (Gv 20,1-9). Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Il Vangelo di pasqua è strano perché non c’è nessun annuncio della risurrezione (che è stato invece dato nella veglia). In questo racconto si registrano delle reazioni di fronte a un fatto per nulla soprannaturale: la costatazione che un cadavere è scomparso dalla sua tomba. Maria pensa che qualcuno lo abbia trafugato. Pietro vede ciò che è rimasto: i teli che lo avvolgevano. Non si chiede tuttavia: quale stupido trafugatore si porterebbe via un corpo togliendolo dal suo contenitore? Solo l’altro discepolo intuisce, perché dall’assenza del corpo e dalla presenza dei teli non solo deduce che a Gesù può essere accaduto qualcosa di diverso, ma lo crede fermamente perché è una conferma di ciò che aveva già detto Dio nella Scrittura. In fondo fa un esercizio di intelligenza, interpreta i dati, non rimane alla banalità di ciò che accade sempre, ma è disposto ad aprirsi ad una novità inattesa. È questa capacità che manca alla maggior parte degli uomini i quali di fronte ad un evento inatteso come la pandemia continuano a ragionare in modi vecchi, oppure di fronte all’emergenza climatica dimenticano facilmente qualsiasi catastrofe meteorologica perché tanto torna sempre il sereno, non importa se magari è un caldo torrido; anzi, è un’occasione per aumentare le vacanze al mare. Il vero problema è l’incapacità o la non volontà di interpretare i segni, di lasciarsi interrogare da ciò che accade e riportare tutto invece a degli schemi abituali, a risposte di comodo. È proprio questo che non permette di ascoltare quando Dio ci parla e, anziché curare la nostra sordità, lo rimproveriamo anche perché non parla. Il giorno della risurrezione non inizia con gli effetti speciali (e questo rende i vangeli affidabili: quale imbroglione non avrebbe fantasticato raccontando in presa diretta la risurrezione di un morto?) ma con un appello alla nostra intelligenza a non restare alle spiegazioni scontate e ad osare invece un pensiero più grande. Michele Tartaglia Come carboni ardenti di desiderio Nel Canto XIV del Paradiso (vv 37-66), Salomone spiega a Dante cosa avverrà alla resurrezione finale, quando si ricomporrà ogni persona come anima e corpo. Non vogliamo entrare in una disputa teologica, ma solo rendere omaggio alla straordinaria poesia della Commedia, che si può apprezzare in particolare nella similitudine dell’anima come carbone ardente e nel desiderio gioioso che ognuno sperimenterà nel rivedere la propria mamma (chiamata proprio così da Dante, non madre, che è il termine usato in letteratura) e i propri cari. “Non appena ci saremo rivestiti della nostra carne gloriosa e santa, spiega Salomone, la nostra persona sarà più grata (a Dio) per essere nuovamente integra; perciò la visione di Dio sarà più intensa, aumenterà l’ardore di carità che essa accende, aumenterà lo splendore che proviene da essa. Ma come il carbone avvolto dalla fiamma la supera per il suo colore bianco incandescente, in modo tale da continuare ad essere visibile, così questo fulgore che già avvolge noi anime beate, sarà vinto dall’aspetto del corpo che ora è sepolto in terra; e un tale splendore non potrà abbagliarci, poiché gli organi del corpo saranno rafforzati per fruire di tutto ciò che potrà darci gioia”. Gli spiriti beati, divisi in due corone, nota Dante, furono pronti e solleciti a dire «Amen!», tanto che manifestarono un gran desiderio dei corpi morti: forse non tanto per loro stessi, ma per (rivedere) le mamme, i padri e le altre persone che amarono prima di diventare fiamme eterne. Giovanni de Gaetano

Quaresima 2021

QUAR21 RICERCA DELL’UOMO, RICERCA DI DIO XVII EDIZIONE GIOVEDÌ 1 APRILE 2021 A riveder le stelle insieme ai nostri fratelli Siamo giunti alla fine di questo percorso quaresimale ispirato all’enciclica di Francesco Fratres Omnes. Per quaranta giorni abbiamo riflettuto sul senso della fratellanza, una dimensione che crediamo familiare ma che invece è tutta da riscoprire. Francesco ci ha guidati per mano in un cammino impervio, pieno di ostacoli che ogni giorno mettono a dura prova il nostro procedere alla ricerca di senso. Fratellanza è una parola semplice ma la sua realizzazione è tutt’altro che scontata. La pandemia che continua a spargere dolore ci ha mostrato brutalmente quanta poca fratellanza c’è rimasta in questo mondo e quanta ne dobbiamo recuperare per vincere questa battaglia. Da soli non andiamo da nessuna parte. Nessuno si salva da solo, per dirla con Francesco. Ce ne accorgiamo dalle cicatrici del nostro cuore, provato dai lutti e dalla sofferenza che da un interminabile anno scandiscono le nostre giornate. Dobbiamo andare avanti, ma questa volta tenendoci per mano. Come la mano di Virgilio che accompagna Dante nel viaggio più straordinario che l’uomo abbia mai fatto, quello dentro di sé, nella selva oscura delle sue paure, ma con la speranza di rivedere la luce delle stelle. Aspettiamo questa Pasqua di resurrezione come i soldati romani che, guardando le stelle, alla fine di una lunga battaglia, speravano nel ritorno dei compagni all’accampamento. Lì, nelle campagne ai confini dell’impero, con il naso all’insù, de-siderando di riveder le stelle insieme ai nostri fratelli. La Quaresima 2021 è finita, ma il viaggio dei pensatori non termina qui. Grazie a tutti voi che avete seguito Michele, Lodovico e noi con pazienza e interesse; un grazie particolare ad Amiche e Amici che, da Bruxelles alla Tanzania, dall’Australia a Piacenza, a Roma, a Venezia, hanno contribuito ad arricchire il nostro cammino di riflessione. Buona Pasqua autentica! Giovanni de Gaetano e Marialaura Bonaccio